JUVENTUS - FIORENTINA 1-1
JUVE COSI' NON SI VA DA NESSUNA PARTE..

TORINO, 17 ottobre - Finisce con un deludente 1-1 la sfida tra Juve e Fiorentina dell'Olimpico, primo anticipo dell'ottava giornata della Serie A. Viola in vantaggio dopo appena 6' con Vargas e raggiunti al 20' da Amauri. Poi poche emozioni fino al fischio finale.
FALSA PARTENZA - Falsa partenza per la Juve che si trova in svantaggio dopo appena 6'. I bianconeri si fanno sorprendere dalla vivacità di Jovetic che serve un assit perfetto a Vargas consentendo al peruviano di bruciare Buffon in uscita e portare in vantaggio la Fiorentina. La squadra di Ferrara accusa il colpo, e fatica a riprendersi. Diego manca degli spunti giusti, e il centrocampo molto "fisico" stenta nel possesso palla. La Juve ha, comunque, la capacità di reazione e, col passare dei minuti, ritrova energie. Così al 20' arriva pareggio con Amauri che trova il gol da distanza ravvicinata. Riequilibrato il risultato, i bianconeri vanno alla ricerca del possibile raddoppio, ma la Fiorentina è ben messa in campo e concede pochi spazi. Si lotta soprattutto a centrocampo, e la Juve non sfrutta al meglio alcune potenziali occasioni gol.
POCHI LAMPI - Anche nella ripresa la gara regala poche emozioni. Ci prova Sissoko, poi sostituito da Camoranesi, che sfiora il possibile 2-1 ma la sua conclusione è respinta da un attento Frey. Al gioco poco spumeggiante si aggiunge la pioggia che rende il terreno pesante e non favorisce lo spettacolo. Juve e Fiorentina preferiscono soprattutto non rischiare e sembrano quasi accontentarsi di un pari che serve a poco a tutte e due. Rari gli affondi verso la porta avversaria, e tanti gli errori di misura da una parte e dall'altra. Neanche gli ingressi di Mutu per i viola e di Trezeguet per i padroni di casa servono a sbloccare l'1-1 con il quale si chiude la partita. Un gol per uno, e 15 punti ciascuna in classifica.
AMAURI - «Sicuramente mancava il gol anche se le prestazioni le ho sempre fatte. Non segnavo da quest’estate, è stato un mese di settembre un po’ particolare. Sono contento per il gol, un po’ meno per il risultato perché potevamo fare sicuramente meglio». Così l'attaccante della Juve, Amauri, ai microfoni di Sky, commenta l'1-1 contro la Fiorentina.
«E’ un momento particolare -dice Amauri-, dobbiamo cercare di uscirne e pensare subito alla partita di mercoledì che è altrettanto fondamentale. Archiviamo questa». Chiusura sulla Nazionale: «Se il mister Lippi dovesse darmi questa opportunità, sicuramente sarò la persona più felice del mondo».
FERRARA - «Non basta questo punto, volevamo sfruttare il fattore campo per battere una squadra forte e organizzata come la Fiorentina e non possiamo essere contenti del risultato». Il tecnico della Juve, Ciro Ferrara, esprime la sua delusione per l'1-1 interno con la Fiorentina. «Nel secondo tempo abbiamo avuto qualche difficolta' a centrocampo, forse qualcuno era stanco - spiega Ferrara -. Abbiamo subito il gol nei primi minuti, ma abbiamo sempre dato la sensazione di poter recuperare e abbiamo avuto le occasioni, dopo il pareggio, per andare in vantaggio. Nei primi 35 minuti abbiamo fatto un'ottima gara, non abbiamo mai rischiato, ne' concesso grandi occasioni».
MELO E DIEGO - Felipe Melo non ha convinto, ma Ferrara lo difende: «Non credo che stenti, nei 20 minuti finali, pero', era un po' troppo stanco - spiega Ferrara -. I centrocampisti bisogna aiutarli, dobbiamo lavorare da squadra tutti insieme, compresi gli attaccanti che nel primo tempo l'hanno fatto, nel secondo meno e i centrocampisti hanno sofferto». Ferrara ribadisce: serve umiltà. «Questa caratteristica la Juve l'ha sempre avuta e voglio che continui ad averla, questo lo voglio sia da chi e' arrivato adesso, sia da chi e' qui da tanti anni». «Nella ripresa, dopo qualche minuto - spiega -, ho preferito affiancare Poulsen a Felipe Melo per mettere due centrocampisti davanti alla difesa, poi siamo passati anche al 4-4-2». Anche Diego ha stentato. «Gli ho detto di entrare piu' spesso in area, di cercare e trovare gli spazi giusti, sfruttando i movimenti degli attaccanti», dice ancora Ferrara.
DELUSIONE - La Juve si è fatta sorprendere sul gol di Vargas. «E' un giocatore che spinge molto e che ha qualita', ma non credo che, a parte il gol - spiega il tecnico bianconero-, sia stato questo il problema della Juventus che, ripeto, nel primo tempo ha fatto bene, ma non altrettanto nel secondo». «Non mi fa piacere questa situazione, ne' il fatto che da un periodo non riusciamo a vincere, io come i ragazzi e tutto l'ambiente vogliamo fortemente la vittoria», conclude amareggiato Ferrara.
Cambiare per non morire... (di Begbje Fonte: Juve News.net)
Ciro, che ancora reputo una persona intelligente, dovrebbe avere l'umiltà di riconoscerlo: il rombo, o 4-3-1-2 che dir si voglia, è attualmente la peggior soluzione tattica ai nostri problemi. Anzi, ne è forse la fonte principale.
Cominciamo con lo sfatare subito il primo tabù. Diego, lungi dal trovarsi a suo agio in questo modulo, ne è a mio avviso vistosamente penalizzato. Perchè ora, alla Juve, è sotto gli occhi di tutti la sua involuzione, e bisogna contestualizzare le considerazioni tecniche alla nuova squadra e al nuovo campionato. Sia chiaro: il brasiliano, per mezzi tecnici, potrebbe giocare bene in qualunque modulo, ma a patto che venga AIUTATO dalla squadra, e non lasciato, desolatamente solo, a tentare di far gioco in mezzo ad una selva di medianacci attaccati ostinatamente alle sue caviglie. Giocare poi con due doppioni davanti (Amauri e Iaquinta) che si pestano i piedi a vicenda togliendo spazio anche agli inserimenti dello stesso Diego è non solo inutile, ma deleterio. Ieri, ad esempio, in una delle emblematiche occasioni sciupate per eccessivo affollamento di aspiranti goleador, una bella palla filtrante per Diego lanciato da solo verso la porta, è stata perniciosamente intercettata da Amauri che così ha disinnescato quella che sarebbe stata un'azione da gol quasi sicuro (il carioca lì non sbaglia). Ergo: perchè non giocare con una sola punta? Avere più attaccanti in campo non è automaticamente sinonimo di uno score più pingue: ieri l'inter praticamente senza punte ne ha fatti 5 a Genova. Oltretutto avere due attaccanti forti fisicamente e bravi di testa è praticamente inutile quando non arriva un solo cross decente in area. Lo sostengo già da tempo: abbandoniamo questo maledetto rombo, del tutto inadatto ai nostri giocatori, e passiamo ad un modulo più razionale, equilibrato e proficuo. Non dico necessariamente il classico 4-4-2, ma anche un 4-2-3-1 con due mediani a copertura invece che uno solo: Momo e Melo in coppia a fare da Maginot davanti alla difesa. E, sulla trequarti, 3 centrocampisti offensivi di qualità (ma anche di quantità) a pressare i portatori di palla avversari e innescare pericoli per la loro area: da destra a sinistra, Camoranesi, Diego, Marchisio (o in sua assenza, De Ceglie per coprirsi o il "dimenticato" Giovinco per offendere a seconda delle esigenze della gara). Davanti, andrebbe bene una qualunque delle nostre punte (unica, ma non trascurabile controindicazione: ne abbiamo troppe di punte, e col rientro di Del Piero i malumori crescerebbero ulteriormente. Avrebbe Ferrara la forza di imporre scelte difficili ma necessarie?). In questo modo, Diego non sarebbe più abbandonato a sè stesso contro tutta la mediana avversaria, e avrebbe modo di allargare il gioco sulle fasce per Camo o per Marchisio, oltre che di inserirsi in avanti, che è poi la sua migliore specialità, finora messa in mostra solo contro la Roma (e abbiamo visto con quali devastanti risultati). Con questa disposizione tattica infine i nostri modesti terzini non sarebbero più condannati al massacrante e per loro impari compito di coprire tutta la fascia. A Genova giocammo in modo simile, se non sbaglio, e guardacaso abbiamo fatto la nostra miglior partita dell'anno (e non c'era nemmeno Diego). In fase di ripiegamento, infatti, i due esterni scalano indietro rimodellando un più coperto 4-5-1 (o anche un 4-4-1-1), ma sempre pronti ad offendere in contropiede. E' questa l'unica soluzione per far coesistere Camo e Diego senza squilibrare pericolosamente la squadra come troppe volte è successo finora. E sappiamo quanto possano essere pericolosi Diego e Camo quando son liberi di duettare tra di loro dando libero sfogo alla loro classe.
L'attuale disposizione tattica sembra penalizzante anche per Melo, che si trova a dover coprire e impostare, tutto da solo, schiacciato davanti alla difesa, facendo sì che vengano ingigantite e rese (ahimè) decisive le puntuali amnesie che ciclicamente lo colpiscono quando ha la palla tra i piedi. Mentre nel Brasile gioca proprio in un 4-2-3-1 e ci si trova a meraviglia. Un motivo in più per adottare quel modulo ed abbandonare questo nefasto rombo che finora ci ha procurato solo guai. Sarà tanto di moda, caro Ciro, ma credo che potremo farcene una ragione.
Cambia Ciro, sei ancora in tempo. Prima che la palude stagnante del non-gioco attuale ci risucchi inesorabilmente nell'anonimato.
Squadra lunghissima, lanci di 40 metri, ammucchiamento selvaggio nel mezzo, fasce deserte che diventano comode autostrade per le ripartenze avversarie. BASTA.
Cambiare, per non morire, si diceva una volta.
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