NOI SIAMO LA JUVE

IL CDA CONFERMA FERRARA E ACCOGLIE BETTEGA

Cda Juve, avanti con Ferrara. Bettega sarà dirigente 

TORINO, 21 dicembre - È durato cinque ore il summit anticrisi ufficializzato nella veste di Consiglio di Amministrazione della Juventus. Da questo cda, Ciro Ferrara esce ancora in carica, come ribadito ieri dal presidente Jean Claude Blanc con l'ennesima attestazione di fiducia. Ma paradossalmente la posizione del tecnico bianconero è sempre più debole. E non si escludono a breve decisioni sul suo futuro.
BETTEGA DIRIGENTE, DOMANI SARA' UFFICIALE - Roberto Bettega, nel frattempo, è la prima mossa della Juventus per frenare la crisi in cui è precipitata la squadra. Il Cda ha approvato il suo possibile arrivo, ma la decisione ufficiale verrà presa domani o mercoledì. Non si tratterà però di un rapporto di consulenza, bensì un vero e proprio ruolo dirigenziale. L'ipotesi è quella di direttore generale, che lascerebbe aperta quella dell'arrivo di Marcello Lippi nella veste di responsabile dell'area tecnica, oppure di altre strade che la proprietà intende intraprendere rivoluzionando l'organigramma societario. Ma si è anche diffusa una voce insistente, nella giornata: la Juventus starebbe contattando altri tecnici, nell'ipotesi di nuova sconfitta della squadra a Parma il 6 gennaio, oppure, addirittura, in vista di effettuare un cambio in corsa già nei prossimi giorni, a fari parzialmente spenti perchè c'è la sosta invernale.
VOGLIA DI JUVENTINI - Per il momento, il club di corso Galileo Ferraris si aggrappa all'icona della juventinità e dei bei tempi vincenti, rappresentati da Roberto Bettega sia in veste di calciatore che di dirigente, per arginare una emorragia che coinvolge spogliatoio, progetto tecnico, rapporto con i tifosi, obiettivi finanziari. La mossa certificata oggi dal Cda bianconero porterebbe a una conclusione logica, la conferma del progetto-Lippi, visto che era stato proprio Bobby-gol a portarlo a Torino nel '94, quando era solo un giovane e promettente allenatore. Ma non è detto che sarà necessariamente questa la strada.
BETTEGA ANCHE PSICOLOGO - A Bettega la Juventus chiede anche di fare lo psicologo, in un certo senso, perchè se da una parte sono abbastanza chiari gli errori di dirigenti e tecnico che hanno condotto a questo bilancio per ora fallimentare, dall'altra rimangono misteriose la cause di black out clamorosi come quelli di Melo (pur sempre nazionale brasiliano), Amauri, Diego, Grosso e di una difesa che sembra terrorizzata dagli avversari non appena si avvicinano all'area. Si potrebbe trattare di un blocco mentale, che certo la contestazione delle Curve, che hanno perso la pazienza dopo tre anni difficili, non aiuta certo a superare.
CAOS INFORTUNI - A ciò si aggiungono gli infortuni, in numero impressionante e ben oltre la media delle altre squadre. Oltre a questo, nel Cda è stato chiesto anche conto di come sono stati spesi i 250 milioni in tre anni, con gli acquisti di Almiron, Andrade, Tiago, Poulsen, Diego, Amauri, Melo, Grosso, per arrivare a perderne altri 4,5 di ricavi con la eliminazione dalla Champions League e a un risultato sportivo che non solo non indica una crescita costante, ma anzi, un regresso. Cannavaro e Amauri, rispettivamente da Napoli e Palermo, parlano di "responsabilità di tutti" e di "squadra che sta con Ferrara".

CASO MELO - Trentadue mi­nuti. Tanto è durata la partita di Felipe Melo. E questa volta gli infortuni non c’entrano perché la decisione di sostituire il centrocampista è stata di Ciro Ferrara. Una precisa scelta tecnica. Dopo averlo a lungo difeso, ora sembra proprio che il tecnico abbia scaricato il brasiliano, re­gista della Seleçao, ma non della Juventus. Certo, in quella mezz’ora in cam­po Melo ha dato il peggio di sé. Non ha indovinato un passaggio, per due vol­te Morimoto si è presa beffa di lui rubandogli pal­la e a tratti è persino sem­brato che remasse contro l’allenatore. Un disastro insomma.
BOCCIATURA - Cambiarlo in quel momento, però, esponendolo alle critiche dei tifosi, che hanno ac­compagnato la sua uscita con i fischi, è sembrato quasi voler infierire sul giocatore. Ferrara avrebbe potuto sostituirlo nell’in­tervallo, come aveva già fatto in altre circostanze con alcuni giocatori, evi­tando così che Melo finisse nel mirino della curva. La mossa ha dunque un signi­ficato preciso, quello della bocciatura. E mentre il brasiliano, con tanta delu­sione e rabbia in corpo, ha lasciato il campo per fare posto ad Hasan Saliha­midzic, l’autore del gol che ha illuso gli juventini, non ha incrociato neppure lo sguardo con l’allenatore. Gelo totale tra i due, come la temperatura dell’Olim­pico, scesa a meno otto.
CHE GRANA - A questo punto è lecito pensare che Felipe Melo sia un caso al­l’interno della Juventus. E anche di notevoli propor­zioni. Perché 25 milioni, tanti sono i soldi versati nelle casse della Fiorenti­na per accaparrarsi in estate il brasiliano, rap­presentano la cifra più al­ta spesa dalla nuova diri­genza bianconera. E se il pezzo pregiato non funzio­na, che cosa succede allo­ra? Viene semplicemente messo da parte e Ferrara individua un altro regista, cosa che per altro il tecni­co avrebbe già trovato, op­pure occorre un’operazio­ne congiunta - allenatore e società - per salvare il gio­catore e infondergli nuove motivazioni? Il brasiliano è tornato in patria, le ri­sposte arriveranno soltan­to tra una settimana, quando ci sarà il chiari­mento con il tecnico.

MOGGI: DA CACCIARE SONO I DIRIGENTI E NON FERRARA - «Chi di certo non mi ha chiesto consigli è la Juventus ed i risultati si vedono. La squadra ormai è al minimo di autostima ma io Ferrara non lo esonererei anche perché dubito che prendendo la squadra in corsa Hiddink o Gentile farebbero meglio. E' la dirigenza che non va. Dopo una sconfitta come quella contro il Catania noi avremmo battuto i pugni sul tavolo e ci saremmo incazzati con tutti. Invece ho visto Blanc andare addirittura in conferenza con il sorriso sulla bocca…Ma come si può? La squadra è stata costruita male, con attaccanti forti di testa ma nessuna ala. Avete visto poi Felipe Melo, ormai è un palo piantato in campo! Quando quest'estate io criticavo fortemente questo acquisto sbagliatissimo molti pensavano che il mio giudizio fosse dettato dal rancore…. E che dire poi di Diego? Ormai è in crisi di identità ed è un peso per il gioco della Juve. Comunque è un buon giocatore e niente più. La stagione bianconera non è sin qui fallimentare come si potrebbe pensare. In campionato in fondo la Juventus è ancora ad un punto dal Milan. A gennaio si potrà fare poco o niente sul mercato, meglio tenere saldo lo spogliatoio, eliminare un po' di nervosismo e recuperare il gruppo almeno dal punto di vista agonistico. Chi sarebbe da mandare via subito sono i dirigenti, quelli che parlavano di TERZA STELLA…». 

CANNAVARO - «I risultati nell'ultimo mese sono stati pochi. Bisogna lavorare ancora di più e cercare di dare qualcosa in più. Non siamo diventati scarsi all'improvviso». Così Fabio Cannavaro, a Napoli, insieme all'allenatore della Juventus, Ciro Ferrara per una visita all'azienda ospedaliera Monaldi dove la Fondazione Cannavaro-Ferrara ha sostenuto i progetti "Dottor Sorriso" e "Di onda in onda" ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano quale fosse la ricetta per uscire dalla crisi.
RABBIA GIUSTA Bisognerà recuperare gli infortunati - ha continuato Fabio Cannavaro - e avere un pizzico di sfortuna in meno perchè alla prima occasione subiamo un rigore o un gol. L'anno nuovo, speriamo ci porterà risultati diversi». Cannavaro, inoltre sottolinea che bisogna analizzare le cose tranquillamente. «A nessuno piace perdere, ed uscire dal campo senza i tre punti, ma la rabbia che abbiamo accumulato dobbiamo metterla in campo a partire dalla prossima partita».
AMAREZZA - Inoltre, Cannavaro, a chi gli chiede se avere un allenatore che si conosce bene responsabilizza di meno o di più risponde: «Avere un tecnico che conosci ti responsabilizza ancora di più. Come ho sempre fatto ho cercato di dare sempre il massimo. La cosa importante è avere la coscienza a posto. Ai tifosi dico che c'è grande amarezza. Noi siamo i primi a sapere che non possiamo avere questo rendimento. Come uscirne? Con l'aiuto di tutti. In questo momento, in difficoltà, ci sono tutti, non solo Felipe o Diego. Non c'è uno che va ad altissimi livelli. Ora la cosa è importante è ritrovare la squadra e ritrovarsi forti come prima. I momenti di difficoltà arrivano per tutti ma bisogna superarli». L'uomo giusto può essere Del Piero? «Tutti - ha concluso Fabio Cannavaro - non solo Ale. La Juve è una società costruita bene e per risultati importanti».
FERRARA - «Ho analizzato tutto ieri. Oggi sono a Napoli per motivi molto importanti. E quindi adesso preferisco parlare solo di questo. Per il resto ci sarà tempo e modo di parlarne». Così il tecnico della Juventus, Ciro Ferrara, ha risposto ai giornalisti, a margine della visita all'azienda ospedaliera Monaldi. Sereno? «Quando uno viene in una struttura ospedaliera come questa si vede che i problemi sono questi. Il mio lavoro è importante, molto importante ma nella vita ci sono problemi più grandi», ha concluso.

JUVE MAI COSI' MAI DA 11 ANNI - Inter avviata a vincere il quinto scudetto consecutivo appaiando così il record juventino degli anni '30. Juventus in crisi nera, mai tante sconfitte ravvicinate negli ultimi anni. Roma seconda da quando c'è sulla panchina Claudio Ranieri. Sono alcune della curiosità dell'ultima giornata di serie A prima della pausa natalizia.
INTER IN FUGA, COME NEGLI ULTIMI ANNI - Mourinho può stare tranquillo, il cammino della sua Inter è simile a quella delle ultime stagioni culminate nello scudetto. Questi i distacchi prima-seconda dopo 17 giornate dal ritorno a 20 squadre 2004/05 Juventus 40 Milan 38 2005/06 Juventus 46 Inter 38 2006/07 Inter 45 Roma 38 2007/08 Inter 43 Roma 36 2008/09 Inter 42 Roma 36 2009/10 Inter 39 Milan 31 (una gara in meno).
LA CRISI DELLA JUVENTUS - La Juventus ha subito la terza sconfitta di fila dopo quelle incassate dal Bayern Monaco (1-4 casalingo, in Champions League) e dal Bari (1-3 esterno, in serie A). Era dal marzo 2004 che non si verificava un simile filotto: allora la Juventus venne sconfitta nell'ordine da Deportivo La Coruna (0-1 casalingo in Champions League), Milan (1-3 interno in campionato) e Lazio (0-2 esterno nella finale di andata di coppa Italia). Nelle ultime 6 gare ufficiali la squadra di Ferrara ha perso 5 volte, vincendo solo il 5 dicembre scorso, 2-1 sull'Inter in campionato. Era dal 1998/99 che, dopo 17 giornate, la Juventus non aveva così pochi punti: allora i bianconeri erano noni in classifica, con 24 punti e le stesse 5 sconfitte di oggi. Mai nell'era dei 3 punti a vittoria, dal 1994/95 ad oggi, la formazione bianconera aveva incassato 21 reti nelle prime 17 giornate. Lo scorso anno, alla 17 giornata, la formazione di Ranieri aveva 36 punti, due anni fa ne aveva 35. 
ROMA SECONDA DA QUANDO C'È RANIERI - Da quando ha assunto sulla panchina Ranieri la Roma vola: i giallorossi sarebbero infatti secondi in campionato con 28 punti in 15 partite, alla media di 1,87 a gara. In queste 15 giornate meglio dei giallorossi ha fatto solo l'Inter, con 35 punti, come i giallorossi il Milan (28 punti, ma una gara da recuperare). La Roma, che aveva sempre subito gol nelle prime 14 giornate del torneo, è a porta chiusa in campionato da 347', cui si aggiungono i 90' di Sofia in Europa League.
 

CLAMOROSA DICHIARAZIONE DI LIPPI - «Sono stato io a dare l'ok a Grosso, Cannavaro e Ferrara». Marcello Lippi si confessa ai microfoni di Sky e mette in chiaro alcune 'voci di corridoio' che da troppo tempo circolavano: «Non sono il grande burattinaio bianconero. La Juve a me ha chiesto solo cosa ne pensavo di Ferrrara allenatore e le ho detto sinceramente che per me era un'ottima idea. Poi mi hanno chiesto un'opinione su Grosso e Cannavaro e non ho avuto alcun dubbio nel consigliarli alla Juve: per me sono due punte di forza della Nazionale e lo saranno anche in Sudafrica».
«NON TORNO ALLA JUVE» - La certezza di Lippi è anche quella di «non tornare alla Juve dopo il Mondiale. Nè come allenatore, nè come direttore sportivo. Quello che farò dopo i Mondiali non lo so ancora. L'ho detto un miliardo di volte». Lippi ha rivolto splendide parole sul possibile ritorno in bianconero di Bettega: «E' una persona di grande esperienza e carisma ed è anche juventino nelle ossa. Se la Juve deciderà di farlo tornare sono convinto che farà benissimo».
«FERRARA E' GIOVANE MA HA LE IDEE CHIARE» - Il ct azzurro ha provato a spiegare il momento no della Juventus: «La squadra così come era stata pensata e costruita in estate non ha mai giocato per colpa di infortuni a ripetizione: prima Iaquinta, poi Marchisio, infine Del Piero. Ovviamente poi vista la situazione attuale, si sono creati momenti di difficoltà e di paura che hanno portato a un numero di sconfitte sul campo eccessivo». Lippi però non dà la colpa a Ferrara: «Sì, ha fatto degli errori perchè è ancora giovane e con poca esperienza ma per me può far bene perchè ha carisma, determinazione e idee chiare».

N.d.r.  Visto che è stato lui a consigliare alla dirigenza i vari Ferrara, Cannavaro e Grosso, accolgo come un'ottima notizia il fatto che Lippi non tornerà alla Juve, magari in qualità di Direttore Tecnico, come si vociferava da mesi. Perchè, davanti al fallimento totale dei suoi "consigli", ha dimostrato di saper fare una sola cosa: l'allenatore. Ma, per favore, lasci stare ruoli dirigenziali che non saranno mai nelle sue corde. A questo punto verrebbe a cadere anche la (orrenda) prospettiva di un Ferrara "traghettatore" fino a giugno in attesa del ritorno del suo mèntore. E prende sempre più forza l'ipotesi di un inevitabile esonero del tecnico a gennaio. Ma io mi auguro che ciò avvenga prima. Non si può più perdere nemmeno un minut

Fonte: TUTTOSPORT e Juvenews.net
Autore: a-iender Categoria: Home - News Letto 60x volte martedì, 22.12.09 06:10:12 Permalink Punti "Karma": -1. Ti piace questo articolo? [SI/NO]

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