NOI SIAMO LA JUVE

CAGLIARI - JUVENTUS 2-0

Crisi Juve: ko a Cagliari, Inter a+8 e Milan secondo
FERRARA, BLANC, ELKANN....COSI' NON VA!!

CAGLIARI, 29 novembre - Dopo il Bordeaux, il Cagliari. Stesso risultato (2-0) e Juve che non riesce a rialzare la testa. Se in Champions la qualificazione è ancora in ballo (ma c'è da superare l'ostacolo Bayern Monaco), in campionato la situazione si mette decisamente in salita. I bianconeri scivolano a -8 dall'Inter, e dovranno tentare il tutto per tutto nello scontro diretto di Torino per arginare un'emorragia di punti che, altrimenti, rischia di diventare inarrestabile e non compromettere definitivamente la stagione. In serata, infatti, arriva anche il sorpasso del Milan che si piazza al secondo posto grazie al successo sul Catania.

FERRARA - Ciro Ferrara analizza il match perso per 2-0 contro il Cagliari e lancia qualche frecciata a Diego: «Nel primo tempo avevamo meno idee del Cagliari, anche se loro non hanno dominato - dice ai microfoni di Sky -  Abbiamo avuto difficoltà ad attaccare. I giocatori deputati alla fase offensiva non riuscivano a trovare la profondità e quindi abbiamo creato poche occasioni da gol. Nel secondo tempo abbiamo avuto una grande voglia di recuperare. Non siamo stati bravi davanti alla porta e in alcune occasioni è stato bravo il loro portiere». Non vuole accusare i suoi giocatori: «Ogni sconfitta ha la sua storia. Io oggi non mi sento di rimproverare nulla ai miei ragazzi. Abbiamo perso con il Bordeaux e abbiamo fatto una brutta gara. Oggi, invece, non meritavamo di perdere. Se pensate che siamo stati deludenti avete visto un'altra partita».
DIEGO E GLI ALTRI - Parlando dei singoli Ferrara specifica che la scelta di lasciare Felipe Melo in panchina è una «scelta tecnica». Qualcosa da ridire lo ha su Diego: «Lui ha come caratteristica quella di voler giocare molti palloni e quindi arretra per venirli a prendere. Ma deve lavorare anche sugli aspetti che gli richiede l'allenatore. Sono sicuro che migliorerà. Soprattutto nel primo tempo ho spronato Diego a cercate di più la profondità, ma non è stato solo un problema suo, ma anche di Marchisio, per esempio. Diego è un grande giocatore, continuerò a spronarlo ulteriormente affinchè possa stare più vicino alla porta ed essere decisivo lì». Poco da dire su Amauri: «L'abbiamo servito male, sempre con palle lunghe. Difficile per lui giocare così. Il rigore su di lui? Poteva cambiare la partita».
SENZA CONTINUITA' - La Juve ha gli stessi punti dello scorso anno, ma quest'anno era partita molto bene per poi frenare: «Non è tutto negativo. Vero che siamo partite bene e ora va peggio. Ora non riusciamo ad avere continuità di risultati». Ora la Juve è a meno 8 dall'Inter. Sabato c'è lo scontro diretto, in caso di sconfitta addio scudetto? «Io non ragiono così, io sabato voglio vincere. È chiaro che sono deluso per primo io del distacco dall'Inter e delle prestazioni altalenanti. Ma oggi la sconfitta è immeritata».
 
Juve, Prandelli spiega come far giocare Melo - Ha appena perso contro l'Inter, ma se gli chiedi della crisi della sua "invenzione" migliore della scorsa stagione, Felipe Melo, Prandelli ha idee chiarissime che mette sul piatto come consiglio. L'ex pupillo è finito in panchina al culmine di una stagione finora più amara che dolce e certo non degna di mister 25 milioni di euro.
NON È UN REGISTA - «No, consigli non ne voglio dare. Vi dico però che noi l'anno scorso avevamno creato un gioco che per Melo era possibile: non è un regista, ha visione ma non abbastanza. E così avevamo creato meccanismi di gioco facendolo giocare come mezzo destro del 4-2-3-1 con movimenti delle ali che facilitavano il suo gioco. Ha potenza e forza fisica, molta tecnica e anche un'apprezzabile visione e personalità da vendere, ma non è un regista. Può giocare, a mio avviso, anche da perno basso del rombo, ma per farcelo giocare avevamo oganizzato una serie di movimenti e smarcamenti degli intermedi. Tra l'altro credo che Felipe va verificato con un trequartista che va a prendere il pallone molto basso (come potrebbe essere Diego, ndr). In ogni caso a Felipe servono punti di riferimento. Questi, lo voglio chiarire, non sono consigli a Ferrara: vi descrivo solo come con noi Melo ha fatto la stagione che l'ha portato all'attenzione di Dunga».
 
MARCHISIO - «Ci svegliamo sempre dopo aver preso gol, questo non va dobbiamo migliorare tantissimo». Non cerca alibi il centrocampista della Juventus, Claudio Marchisio dopo la sconfitta col Cagliari che arriva dopo quella in Champions con il Bordeaux.
MIGLIORARE - «Il tecnico ci aveva chiesto di applicare gli schemi provati in settimana con questo modulo -sppiega a 'Juve Channel'- e ci aveva avvertito delle insidie del Cagliari. I rossoblù, però, sono stati bravi a metterci in difficoltà. Dobbiamo assolutamente lavorare per riprenderci, c'è la testa all'Inter, ma prima dobbiamo analizzare i nostri errori».
L'ANALISI - «Abbiamo sbagliato il modo di correre, come con il Bordeaux -dice ancora Marchisio-. Corriamo tanto ma in modo sbagliato, senza riuscire a recuperare palla in fretta. Non credo poi che abbiamo pagato la stanchezza sulle due partite, ci sono stati dei cambi e c'erano giocatori più freschi. E' un periodo che non va e, ripeto, dobbiamo lavorare per capire che cosa non funziona». «Adesso non possiamo più sbagliare -conclude-, altrimenti facciamo come la scorsa stagione e compromettiamo tutto fallendo partite come questa».
 
LEGROTTAGLIE - «La volontà era quellla di avere una reazione immediata dopo il ko in Champions, ma così non è stato. Abbiamo trovato un'altra squadra come il Bordeaux brava a ripartire e molto aggressiva. Bisogna fare i complimenti al Cagliari perché sono stati bravi a metterci in difficoltà». Questa l'analisi del difensore della Juventus, Nicola Legrottaglie, dopo la sconfitta contro il Cagliari.
UNICO PENSIERO - «Cosa non funziona? -commenta Legrottaglie a 'Juventus Channel'- Possiamo stare ore a sentire il parere di tutti, ma alla fine la vera causa bisogna ancora capirla. L'unico modo per poterne uscire è essere uniti e andare avanti tutti insieme senza stare a sentire tanti pareri diversi, ci vuole un unico pensiero. Bisogna avere la stessa visione, altrimenti il progetto crolla».
PIU' PAZIENZA - «Oggi nel secondo tempo siamo entrati carichi per ribaltare il risultato -dice ancora il difensore-, ma a volte la troppa frenesia ti fa fare altre brutte figure. La stessa cosa è accaduta a Palermo. Per me la pazienza deve essere la nostra forza. Oggi abbiamo pagato la troppa voglia di ribaltare la partita. Ma è anche il fatto di giocare nella Juve che ti porta a reagire diversamente alle sconfitte, perché tutta Italia di viene addosso, e c'è un blasone da difendere».
Autore: a-iender Categoria: Home - News Letto 72x volte lunedì, 30.11.09 04:49:35 Permalink Punti "Karma": 4. Ti piace questo articolo? [SI/NO]

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