Il Forum sulla Juve
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#1 21-05-2009 02:09
Ranieri farà causa

Il tecnico vuole i soldi del 2010 e la libertà di accasarsi altrove. L'esonero di Ranieri diventa guerra legale.
Già s’armano avvocati e carte bollate tra Claudio Ranieri e la Juventus, come in tutti i divorzi, o almeno questa è l’intenzione del tecnico, dopo l’incontro di lunedì sera con l’ad bianconero Jean-Claude Blanc. Ballano, al solito, umanissimi quattrini, intorno ai tre milioni di euro, lordi: quelli che l’allenatore ritiene di sua spettanza per la prossima stagione, da contratto; gli stessi che, al contrario, la società pensa di non dovergli, così come da sua richiesta, sempre secondo l’accordo. E balla, soprattutto, la facoltà di Ranieri di potersi sedere subito su un’altra panchina, pur ricevendo dalla Juve lo stipendio per la prossima stagione, sotto forma di penale, avendo contratto fino al giugno 2010. Tutto garantito, per come la vede il tecnico, dall’accordo firmato due anni fa, che riproduce una clausola spesso presente nei contratti di Liga e Premier League: mi dai i soldi previsti da contratto, premi esclusi, ma posso trovarmi un nuovo datore di lavoro, da subito.
Viaggia nella direzione opposta la risposta del club, in linea con la secolare tradizione italiana e, secondo i legali bianconeri, con la corretta interpretazione delle carte: se ti paghiamo, nessun altro ti può assumere, perché l’esonero solleva dall’incarico, ma non equivale a licenziamento. Insomma, resti un dipendente bianconero, tanto da poter essere richiamato, ma senza la missione di allenare la prima squadra. In mancanza di un accordo, che pure i bianconeri cercheranno di trovare, la decisione toccherà a un giudice del lavoro. Tutto gira, allora, attorno a due parole: esonero, il timbro messo sul rapporto dal club, e rescissione, che secondo il tecnico ne sarebbe l’automatica traduzione.
In effetti, l’accordo sottoscritto nel giugno 2007, quando Ranieri si legò alla Juve, prevede che, in caso di rescissione, al tecnico vada corrisposta una penale sostanzialmente equivalente allo stipendio dell’anno successivo e l’istantanea interruzione del rapporto di lavoro: paghi comunque il tecnico, senza premi, ma dal giorno dopo lui può accordarsi con un’altra società. Solo che, per la Juve, Ranieri non è stato licenziato, ma soltanto messo da parte, diciamo, fino al 30 giugno 2010.
La rottura dei colloqui c’è stata lunedì sera, subito dopo la presentazione di Ciro Ferrara, il sostituto. Blanc ha nuovamente incontrato Ranieri per definire la questione economica e, pur volendo evitare guerre d’amanti traditi, s’è scontrato con la richiesta del tecnico. Impossibile un accordo, l’altra sera. Così l’ormai ex allenatore ha consultato un legale, in vista di un possibile primo passo formale verso la causa di lavoro. Lasciando le questioni di diritto al giudice e ai sacri codici, l’impressione è che alla Juve la situazione dia fastidio per il sospetto che Ranieri avesse individuato un’alternativa mentre guidava ancora i bianconeri. Indizi? Qualcuno, e portano a un paio di club italiani (Sampdoria e Roma). Intanto, si parleranno gli avvocati, tentando di annodare un accordo, poi si vedrà.
Del resto, che il divorzio sarebbe stato burrascoso lo si intuiva da tempo, perché società e allenatore facevano ormai riferimento a due realtà diverse, lontanissime. A partire dagli obiettivi da inseguire, fin dall’anno passato: in sostanza, ribadì più volte il tecnico, nessuno mai gli chiese di vincere lo scudetto, anzi, la prima stagione con la qualificazione alla Champions League furono pure bruciate le tappe, perché il traguardo minimo, sbottò una volta, era la zona Uefa. Per questo, mai avrebbe dato le dimissioni: «Ho lavorato sodo per arrivare alla Juve - confidò qualche settimana fa - e molto ho fatto e sto facendo per realizzare questo progetto: non voglio certo abbandonarlo». Hanno abbandonato lui e, così, s’è infuriato: esonerato o licenziato, sarà solo un costoso dettaglio.
-A|iendeR-
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